C.F.S.? (Cosa facciamo stasera): CAI: Parco nazionale Abruzzo

CAI: Parco nazionale Abruzzo

CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Benevento

Domenica 14 Settembre 2008

    Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise: Lago Vivo

    Difficoltà : E (percorso naturalistico di difficoltà escursionisitca)
    Dislivello: 530m
    Durata: 3.30 ore
    Lunghezza: 11km circa

Appuntamenti

    ore 7.00Appuntamento a Piazza Risorgimento e partenza con mezzi propri per Barrea entro le ore 7.15
    ore 9.15Appuntamento nella piazza di Barrea e trasferimento per inizio escursione (km 67 della SS83).
    ore 20.00Orario presunto di ritorno a Benevento.

Attrezzatura: scarpe da trekking, giacca impermeabile o mantellina antipioggia, cappello, borraccia, colazione a sacco.

PER INFORMAZIONI E ADESIONI: DIRETTORI DI GITA (Enzo)

Descrizione del percorso

L'escursione si snoda lungo i sentieri k5 e k6 del parco.

L'andata

Parcheggiato il veicolo nei pressi di una piccola costruzione in cemento adibita alla presa dall'acquedotto (Fonte Sambuco, m 1141) si continua a piedi per una sterrata (sent. K6) da cui guardando verso destra si ammira una splendida vista su Barrea e sul suo lago camminando tra biancospini, rovi, aceri e cerri. Dopo circa 1 km si raggiunge la Sorgente delle Donne sulla sinistra da cui parte il sentiero K5 con indicazioni arancioni che proseguendo in direzione Nord entra nel suggestivo Vallone dell'Inferno percorrendo per larga parte del percorso il letto asciutto di un vecchio torrente ormai in secca. Il percorso in costante ascesa si immerge via via nel bosco più fitto e ombroso dove la vegetazione è composta prettamente dagli aceri e soprattutto da splendidi e fantastici faggi alcuni di dimensione ragguardevoleIl Vallone dell'Inferno è stretto a Est dalle pendici occidentali del Monte Serrone, visibile da alcuni piccoli tratti dove il bosco si fa leggermente pi? rado, e a Ovest dal Monte Iannazzone (m 1738). Su alcune balze rocciose precipiti nel vallone, non è raro scorgere il cervo o il camoscio. Salendo, sul sentiero si ergono alcune bancate rocciose dalla strana conformazione che interrompono il tappeto di foglie tipico delle faggete: sono i primi segni delle estese formazioni calcaree che nella conca del lago costituiscono testimonianza degli effetti del carsismo della zona.

Gli ultimi tratti di salita sono sicuramente i più impegnativi e con un 3-4 zig-zag si raggiunge la Madonna delle Grazie dove il 2 settembre del 1940 fu posta incastonata su di una roccia un'effige della Madonna chiamata del Buon Passo, a protezione dei viandanti. A breve si raggiunge il punto più alto del percorso (m 1656) per poi ridiscendere nella meravigliosa conca in cui è incastonato lo splendido Lago Vivo a m 1591. Davanti si trova, come fosse dipinto, un maestoso spettacolo: partendo da ovest verso est, M. Iamiccio (m 2074), M. Petroso (m 2249) il monte pi? in alto del parco, M. Altare (m 2147) e M. Tartaro (m 2191) cima intermedia sul lungo crinale che collega il Monte Petroso con la Metuccia e la Meta (m 2242).

Il nome "Vivo" deriva dal fatto che il lago cambia continuamente le proprie dimensioni in base alle stagioni (massime a maggio con lo scioglimento della neve, minime ad ottobre); in autunno inoltrato le sue rive sono di frequente popolate dai cervi che si affrontano nella stagione degli amori (non ci sono mai stato ma dovrebbe essere uno spettacolo).

La conformazione della zona a valle dei grandi circhi glaciali che caratterizzano tutta la "cordigliera" Petroso, Altare, Meta e Metuccia e alcuni elementi ancora presenti nel paesaggio indicano un'origine glaciale della conca successivamente rimodificata da un intenso fenomeno di carsismo. La presenza all'ingresso della conca di alcuni blocchi di calcare, conferma questa osservazione trattandosi di massi depositati dalle lingue glaciali (la mancanza ai lati della valle di strutture rocciose sovrastanti, esclude possa trattarsi di materiali depositati da frane). Verso Sud ? bellissima una serie di pinnacoli rocciosi che creano l'atmosfera di un paesaggio lunare.

Al margine orientale dell'Altopiano vi è la Fonte degli Uccelli che garantisce acqua in tutti i periodi dell'anno (assolutamente da bere per assaporarne la freschezza e la leggerezza).

Il ritorno

Il ritorno avviene per il medesimo sentiero della salita. In alternativa si pu? utilizzare il sentiero K4 che aggira il Serrone sul lato orientale. Il K4 affaccia sulla Val Porcile dove si origina il torrente Rio Torto che va ad alimentare l'altro grande invaso artificiale della zona (oltre al Lago di Barrea): il Lago della Montagna Spaccata su cui nell'ultimo tratto di sentiero si ha una splendida veduta.