C.F.S.? (Cosa facciamo stasera): novembre 2009

FAI: Accendiamo la luce su - "Benevento al tempo del Grand Tour"



ACFN: Mostre fotografica e Premiazione Trofei della fotografia


Sabato 28 novembre ore 18.00
presso Biblioteca Provinciale
CIRCOLO FOTOGRAFICO SANNITA
BENEVENTO
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Inaugurazione mostre fotografiche
Silvia  Lelli
Matteo Gozzi

Seguiranno proiezioni
Cesare Combo
Tano D'Amico
Luca Gabino


ore 19,00
Sala Conferenze
PREMIAZIONE TROFEI DELLA FOTOGRAFIA

ore 20,00
PREMIAZIONE DEI VINCITORI
19° Concorso  nazionale
"Immagini del Sannio Rurale"

Mercoledì Arci: "Lebanon"

Un film di Samuel Maoz. Con Oshri Cohen, Michael Moshonov, Zohar Strauss, Reymond Amsalem, Itay Tiran. Yoav Donat, Dudua Tasas, Zohar Shtrauss, Dudu TassaDrammatico, durata 90 min. - Israele, Germania, Francia, Libano 2009. - Bim uscita venerdì 23 ottobre 2009. - VM 14
Libano, giugno 1982. Un carro armato carico di armi e quattro giovani soldati avanza solitario dentro un villaggio, bombardato e abbattuto dall'Aviazione Militare israeliana. Assi è un comandante che non ha mai comandato, Shmuel un artigliere che non ha mai colpito, Herzl un servente al pezzo che non ha mai caricato una bomba e Yigal un pilota di un carro corazzato che non conosce destinazione. Impressionabili ed inesperti piangono e resistono dentro il “Rinoceronte” sferragliante, contro una guerra che non hanno voluto e un nemico che non vogliono condannare. Smarrita la direzione, mancata la posizione e assediati dalla paura, tenteranno una fuga disperata verso un campo di girasoli e una terra “promessa” (a tutti). I soldati di Samuel Maoz non amano la guerra e sono lontani, molto lontani, dagli artificieri volontari e “in erezione” della Bigelow (The Hurt Locker). Impegnati sul fronte iracheno a disinnescare bombe e incapaci di tornare alla normalità, i soldati dipendenti della regista americana sono rimpiazzati, sullo schermo e al fronte, dai “corpi corazzati” e arruolati nelle Forze Armate israeliane durante la Prima Guerra del Libano di Maoz. Addestrato a vent'anni come artigliere, l'esordiente regista israeliano gira un film di guerra contro la guerra, riuscendo a mantenersi in equilibrio, a governare l'orizzonte del discorso e l'inferno della sua messa in scena, l'alto e il basso, la battaglia e l'annientamento umano. Claustrofobico e trincerato Lebanon guarda alla guerra attraverso il mirino-obiettivo di un artigliere che, idealmente prossimo al Piero di De Andrè e al tenente Ottolenghi di Lussu (e Rosi), rifiuta in lacrime e indisciplinato di uccidere e di uccidersi. Come gli idealismi, gli ufficiali nel film servono a “cacciare innanzi i soldati”, lasciati morire da una nazione assediata e in crisi nonostante la promessa che nessuno sarebbe stato abbandonato. La guerra “in un interno” raccontata da Maoz è quella della Storia, ancorata a una letteratura che l'ha definita, allestita, giustificata, compresa, perdonata o condannata, e allo stesso tempo quella del presente, ancora aperta e infinita, ancora chiusa nella sua logica di parte, immatura nelle riflessioni, relativa nella rappresentazione. Se la Prima Guerra del Libano appartiene all'altro secolo, i conflitti arabo-israeliani perseverano, eternamente in corso si allungano sulla nuova epoca, veicolati dalle immagini redacted dei servizi giornalistici. Contro le conseguenze mediatiche e i percorsi retorici creati dai media, si leva in alto l'immaginario cinematografico, interrogandosi e scavando nella componente umana di ogni guerra

Lerka Minerka: escursione Regio tratturo

Domenica 22 novembre


Escursione Regio Tratturo - Altilia

Progetto Scuole Aperte VII Circolo BN


App. ore 9,00 Parcheggio centro commerciale Buonvento

Mercoledì Arci: Motel Woodstoc


Un film di Ang Lee. Con Demetri Martin, Dan Fogler, Henry Goodman, Jonathan Groff, Eugene Levy. Jeffrey Dean Morgan, Imelda Staunton, Paul Dano, Kelli Garner, Mamie Gummer, Emile Hirsch, Liev Schreiber

Titolo originale Taking Woodstock. Commedia, durata 121 min. - USA 2009. - Bim.

Elliot Theichberg lavora come arredatore al Greenwich Village ed è impegnato sul fronte del riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Ha però un grosso problema perchè i suoi genitori Jake e Sonia (due ebrei fuggiti dall'Europa dell'Est) stanno per perdere, a causa dei debiti, il decrepito motel che gestiscono a Catskill. Le soluzioni non sembrano a portata di mano fino a quando giunge la notizia che gli organizzatori di un'importante manifestazione musicale si sono visti ritirare l'autorizzazione dalla municipalità di Wallkill. Elliot telefona, offre il motel come base e presenta il vicino proprietario di un terreno di 600 acri. I ‘mitici' 3 giorni di Pace e Musica stanno per realizzarsi. Ci sono film d'occasione che tali sono e tali rimangono. Si sfrutta cioè l'opportunità di un anniversario per tuffarsi nella rievocazione nostalgica o illustrativa di un evento. Ricorrendo i quarant'anni da quando ebbe luogo l'epocale concerto di Woodstock si poteva pensare che un Ang Lee in surplace avesse accettato di fare un film quasi su commissione. Non è affatto così. Quasi fosse tornato alle sue origini conosciute in Occidente (ricordate Banchetto di nozze?) il regista coglie l'occasione per rileggere da un punto di vista inusuale l'epopea di Woodstock non rinunciando a uno sguardo critico, anche se sorridente, nei confronti dell'istituzione familiare. Woodstock ha rappresentato per lui gli ultimi momenti di innocenza di una civiltà che metteva piede sulla Luna ma stava affontando un futuro carico di incognite. Il raccontare il grande evento collettivo dal punto di vista di Elliot Tiber vuol dire scegliere lo sguardo di colui che ci vide un'opportunità personale ancor prima di rendersi conto del valore che quei tre giorni avrebbero finito con l'assumere per la cultura tout court. Tiber ha scritto con Tom Monte il libro "Taking Woodstock. A True Story of a Riot, A Concert and a Life" ed Ang Lee prende le mosse dalla sua testimonianza non per raccontare il concerto (lo ha già fatto con grande adesione Michael Wadleigh che aveva tra gli aiuti un ragazzo che si chiamava Martin Scorsese) ma per descrivere una società. Lo fa attraverso una moltitudine di personaggi e di figuranti ognuno dei quali finisce con il rappresentare una delle facce di quel prisma che erano gli Stati Uniti all'epoca. Si sorride e si ride (grazie anche alla superba caratterizzazione di Imelda Staunton nei panni della taccagna e iperattiva madre di Elliot). Ma soprattutto si percepiscono la vitalità e l'energia di un universo giovanile che, nonostante il Vietnam o forse anche grazie a quell'orrore insensato, sentiva ancora il bisogno di credere in un'utopia pacifista che sembrava però traducibile in realtà. Ang Lee non ha alcuna intenzione di proporre una lettura acritica dell'epoca. Ecco allora che al seguito dell'ideatore trasgressivo simile a un Jim Morrison in versione hippie ci sono le limousine nere da cui escono manager in giacca e cravatta. Come afferma Woody Allen si chiama Show Business perchè senza il business non c'è lo show. Alla fine resta però la sensazione di un sipario calato su uomini e donne forse ingenui ma sicuramente sinceri nelle loro aspirazioni. Una tipologia di esseri umani di cui, nonostante tutti gli eccessi loro attribuibili, il mondo ha sempre bisogno.

NTR24: Nasce una Web TV


“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Sarà questa la stella polare del nostro cammino. Sì l'articolo 21 della Costituzione rappresenta ancora oggi un punto di riferimento assoluto. Valido più che mai. Non a caso fa riferimento oltre che alla parola ed allo scritto, anche ad ogni altro mezzo di diffusione.
Ntr24 è un altro mezzo di diffusione.La linea guida è la libera informazione.
La linea è di mettere nelle migliori condizioni di lavoro l'intera redazione, tenendola al riparo da condizionamenti di varia natura. Sappiamo bene che per raccontare una storia bisogna necessariamente avere un punto di vista.
Di volta in volta ci accompagneranno vari interessanti format per raggiungere vari target.
Una Web TV non è una televisione del '900 messa su Internet. Uno degli obiettivi è quello di poter dare un modesto contributo nella direzione di individuare possibili nuove forme e strumenti di comunicazione. Consapevoli delle difficoltà tecniche che questo comporta.
Saremo sempre 'Una voce per Mille Voci' e nel formidabile mondo di Internet proveremo a far emergere le idee. In questa agorà elettronica di nuovi linguaggi e tecnologie, cercheremo di non lasciare sole le persone che spesso non hanno possibilità di comunicare, di parlare, di esistere, perché quella umanità le ha confinate al di là del muro.
Noi faremo del nostro meglio.

ACFN: Immagini rurali del sannio

Sabato, 14 nvembre 2009 ore 18,30

presso l'istituto alberghiero LE STREGHE
sito in via S.Comoba, nei pressi dello stadio,

l' Associazone Culturale Fotografica Nazionale (ACFN)

presenta

IMMAGINI DEL SANNIO RURALE, calendario 2010
contenente le foto dei vincitori del 19° concorso fotografico nazionale
 "IMMAGINI DEL SANNIO RURALE".

Al termine della presentazione sarà offerto un buffet.

Mercoledì Arci: "Basta che funzioni"

Un film di Woody Allen. Con Ed Begley jr, Patricia Clarkson, Larry David,
Titolo originale Whatever Works. Commedia, durata 92 min. - USA, Francia 2009. - Medusa uscita venerdì 18 settembre 2009.


Boris Yelnikoff, un tempo fisico di fama mondiale ed ora uomo anziano che ha già fallito un tentato suicidio (in seguito al quale la moglie lo ha lasciato), è in lotta con il mondo. Non c'è nulla che consideri positivo e anche le lezioni di scacchi che impartisce a giovani allievi divengono un'occasione di scontro. Finché, un giorno, non incappa in Melody, una giovane miss di provincia che è fuggita nella Grande Mela e dorme in strada. Il burbero Boris cede alle sue richieste e acconsente ad ospitarla per una notte che si trasformerà in mesi sino a divenire un matrimonio. Ma non tutto potrà proseguire pacificamente perché Marietta, la frustrata madre di Melody, riesce a rintracciare la figlia. E non è per nulla contenta di quelle nozze.
Woody è tornato a Manhattan sospendendo il pur produttivo esilio europeo. Lo ha fatto ripescando una sceneggiatura pensata su misura per Zero Mostel e che quindi ha più di trenta anni, considerando che l'attore è morto nel 1977. Ovviamente è stata riveduta e corretta e non solo per adattarla alla personalità del comico Larry David protagonista della fortunata serie tv Larry David: Curb Your Enthusiasm. Perché vi si legge un Woody sempre più consapevole della propria età il quale (riaffrontando dopo ben 4 film le riflessioni sull'ebraismo, la psicoanalisi e la religione nonché i beneamati cantanti d'epoca) compie un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda il proprio sguardo sul mondo. Anzi, è proprio dallo sguardo che gli viene restituito dallo spettatore, di cui Boris/Woody si dichiara perfettamente consapevole, che prende le mosse il film.
Mettendo da parte la falsa modestia che ha sempre fatto da velo tra lui e il suo essere un intellettuale a tutto campo, Allen ammette di essere un genio perché non ha una visione limitata della realtà. Lo fa in un film in cui la sceneggiatura è di una precisione millimetrica e nel quale, ancora una volta, le battute che vorresti mandare a memoria sono decine e decine. Ma sa anche inserire nei personaggi (ognuno dei quali porta con sé una parte, magari piccola, delle sue in/certezze) accenti di umanità su cui esercita una riflessione molto meno sarcastica che nel passato.
Intendiamoci: Woody non è diventato buonista e le dosi di cinismo che ci regala anche in questa occasione non sono certo poche. Però questa volta ogni personaggio è visto, anche quando descritto con ritrattini al vetriolo, nella sua debolezza e pertanto, in definitiva, compreso. Il che non significa giustificarne grettezze o chiusure ma prendere atto che né la teoria che vuole l'uomo originariamente buono e poi corrotto dalla società né il suo opposto sono valide in assoluto. L'uomo è un coacervo di pulsioni e sentimenti ma il Woody over 70, supera l'anedonia (cioè l'incapacità di provare piacere in generale) di un tempo per suggerirci, novello Lorenzo De' Medici, che non è solo la giovinezza che si fugge tuttavia, è la vita stessa. È allora fondamentale catturare tutto il bene che può venircene. Unico principio da rispettare: non nuocere agli altri. Unica regola valida: guardarsi dentro per capire cosa per noi è davvero importante. Senza falsi moralismi e, in qualche caso, credendo anche in un dio gay (e arredatore) per sperare in un aldilà su misura

ART'Ap: "La discarica di Sant'Arcangelo"

Sabato 7 novembre 2009, 11:30 - 14:30

ART'Ap - Aperitivi dell'Emporio

presenta

"La discarica di Sant'Arcangelo"

SLIDESHOW di Mario Taddeo


Caffetteria di Tandem21 c/o Libreria Masone Alisei