C.F.S.? (Cosa facciamo stasera): aprile 2010

Mercoledì Arci: Departures

mercoledì 28 aprile

Cinema San Marco

Departures

Un film di Yojiro Takita. Con Masahiro Motoki, Ryoko Hirosue, Tsutomu Yamazaki, Kazuko Yoshiyuki, Takashi Sasano. Kimiko Yo, Tetta Sugimoto, Toru Minegishi, Tatsuo Yamada, Yukari Tachibana, Tarô Ishida, Sanae Miyata, Ryôsuke Ohtani, Mitsuyo Hoshino, Tatsuhito Okuda
Titolo originale Okuribito. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 130 min. - Giappone 2008. - Tucker Film


Dopo lo scioglimento dell'orchestra, il violoncellista Daigo (Motoki Masahiro) rimane senza lavoro e decide di ritornare al paese d'origine. Assieme alla moglie Mika (Hirosue Ryoko), docile e mansueta come poche, si trasferisce nella sua vecchia casa in campagna alle porte di Yamagata. Qui comincia a cercare lavoro e si imbatte in un annuncio interessante, raggiunge l'agenzia e scopre che i viaggi dell'inserzione non sono vacanze alle Maldive ma dipartite nel mondo dell'aldilà. Titubante all'inizio, si lascia convincere dagli insegnamenti del capo, il becchino Sasaki (Yamazaki Tsutomu), e ritrova il sorriso perso da tempo. Quando la moglie scopre l'identità del suo nuovo mestiere, scappa di casa e lo abbandona solo in paese, dove in molti cominciano a snobbarlo. Ma il destino sta nuovamente per sorprenderlo, costringendolo a fare i conti con il passato, la morte della madre e l'allontanamento precoce del padre, fuggito chissà dove e mai più rivisto.
Il rito della deposizione - la cura del nokanshi - è una tradizione giapponese, un modo prezioso per dare l'estremo saluto alla persona deceduta: la pulizia del corpo, il trucco sul viso e la vestizione sono le ultime simboliche carezze fatte alla persona cara, prima di lasciarla andar via per sempre. Quando Daigo legge l'annuncio sul giornale, viene sedotto dalla parola ‘partenze' e crede di candidarsi per un lavoro in un'agenzia di viaggi. In quel gioco equivoco di significati metaforici è racchiuso il segreto del film: la morte è un commiato, più che un semplice passaggio in un mondo altro e sconosciuto. In questo senso, il rito di nokanshi rappresenta la necessità di prepararsi alla dipartita, creando una liturgia laica, utile soprattutto a chi rimane, per impossessarsi dell'ultima delicata riconciliazione con il defunto. I vecchi rancori vengono messi da parte e la voglia di pace trova il giusto spazio e il modo per esprimersi. Il laconico capo Sasaki, interpretato con grande intensità dal raffinato attore Yamazaki Tsutomu, già alle prese con la celebrazione delle esequie in The Funeral di Juzo Itami, scardina la qualificazione macabra e tetra che solitamente accompagna il mestiere di becchino per sostituirla con una cerimonia rispettosa che, in composto e discreto silenzio, dice molto più di lunghe prediche sacerdotali.
Il rapporto con un padre assente, l'amore incondizionato per la figura materna e la difesa del valore poetico della vita sono i temi che ritmano il raggiungimento della maturità di Daigo. Il protagonista conosce così i suoi limiti, accetta di non essere un musicista talentuoso, abbandona le vecchie abitudini e scopre un'incredibile vocazione per l'arte della sepoltura. La sua rinascita spirituale supera le convenzioni sociali, e lo mette di fronte alla drammaticità della morte, in un equilibrio di tragedia compassionevole e umorismo grottesco. L'espressività del volto di Daigo, arrabbiato, sereno, disgustato e perplesso, racconta allo spettatore le fasi di accettazione della fine, intesa come corrispondenza di arrivo e partenza.
Malgrado poi la sceneggiatura scelga di sottolineare i passaggi con simbolismi semplici, un po' troppo esplicativi e chiarificatori, come la pietra regalata dal genitore che ritorna puntualmente ad ogni risoluzione di conflitti (tra padre e figlio, tra moglie e marito), il film ci accompagna per mano in un viaggio fatto di dignità e rispetto. Senza virtuosismi di macchina o eccessi estetizzanti, ci lascia, alla fine, con una conquista in più, raccontandoci emozioni e sentimenti a misura d'uomo.

Luidig & Sanniopress: I PRETI E I MAFIOSI

lunedì 26 aprile 2010 ora:18.45

Libreria Luidig, Palazzo Collenea, Corso Garibaldi 95, Benevento

presentazione del libro:

I PRETI E I MAFIOSI


con

FAUSTO PEPE
Sindaco della città di Benevento

MARIO IADANZA
Vicario per la Cultura e i Beni Culturali Arcidiocesi di Benevento

modera
BILLY NUZZOLILLO

con la presenza di 
ISAIA SALES

Un evento in collaborazione con SANNIOPRESS

'Sono duecento anni che esistono le mafie in Italia. Se non sono state ancora sconfitte vuol dire che i motivi del loro «successo» non sono stati completamente individuati. Il libro affronta il tema delle responsabilità della Chiesa cattolica e dei suoi esponenti nell’affermazione delle organizzazioni mafiose, esaminando l’apporto culturale che direttamente o indirettamente la dottrina della Chiesa ha fornito al loro apparato ideologico.’

Sono duecento anni che esistono le mafie in Italia. Se non sono state ancora sconfitte vuol dire che i motivi del loro «successo» non sono stati completamente individuati. Il libro affronta il tema delle responsabilità della Chiesa cattolica e dei suoi esponenti nell’affermazione delle organizzazioni mafiose, esaminando l’apporto culturale che direttamente o indirettamente la dottrina della Chiesa ha fornito al loro apparato ideologico.
Come spiegare il fatto che in quattro «cattolicissime» regioni meridionali si siano sviluppate alcune delle organizzazioni criminali più spietate e potenti al mondo? Come spiegare che la maggioranza degli affiliati a queste bande di assassini si dichiarino cattolici osservanti? Che rapporto c’è tra cultura mafiosa e cultura cattolica? E perché questo rapporto non è stato mai indagato in sede storica e, invece, è sempre smentito o sottovalutato?
Fino a pochi anni fa la Chiesa ha taciuto sulle mafie, non le ha mai considerate nemici ideologici. Oggi il silenzio è stato in parte interrotto, ma moltissimi preti continuano a tacere o a essere indifferenti al tema.
Il libro parla di tutto questo, senza intenti scandalistici. La convinzione dell’autore è che senza il sostegno culturale della Chiesa le mafie non si sarebbero potute radicare così profondamente nel Sud del nostro Paese. Il successo di queste organizzazioni criminali rappresenta dunque un insuccesso della Chiesa cattolica ma, al tempo stesso, senza una Chiesa realmente e cristianamente antimafiosa la lotta per la sconfitta definitiva delle mafie sarà ancora lunga.

«La domanda che ci ossessiona è la seguente: le organizzazioni criminali di tipo mafioso avrebbero potuto ricoprire un ruolo plurisecolare nella storia meridionale e dell’intera nazione se, oltre alla connivenza di settori dello Stato e di parte consistente delle classi dirigenti locali, non avessero beneficiato del silenzio, della indifferenza, della sottovalutazione e anche del sostegno dottrinale di una teologia che trasforma degli assassini in pecorelle smarrite da recuperare piuttosto che da emarginare dalla Chiesa e dalla società? La risposta è no.»

Isaia Sales è docente di Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. È stato deputato della Repubblica e sottosegretario all’Economia nel primo governo Prodi (1996-1998). È autore dei seguenti libri: La camorra, le camorre, con prefazione di C. Stajano (1988); Leghisti e Sudisti (1993); «Il caso Cirillo», in Cirillo, Ligato, Lima: tre storie di mafia e politica, a cura di N. Tranfaglia (1994); Il Sud al tempo dell’euro, con prefazione di C.A. Ciampi (1998); Riformisti senz’anima (2003). Ha vinto il Premio Napoli nel 2007 con il saggio Le strade della violenza. Malviventi e bande di camorra a Napoli (2006). Ha curato la voce «camorra» per l’Enciclopedia Treccani.

in collaborazione con SannioPress:

I TREMENTISTI TORNANO IN PIAZZA ED E' SUBITO ESTATE

domenica 25 aprile 2010 alle ore 22.00

FIERA MERCATO SALSICCIA ROSSA DI CASTELPOTO

I TREMENTISTI IN PIAZZA
.. ed è subito estate




Lo spettacolo inizia intorno alle 21.30 del 25 aprile, ma non disdegnate di essere a Castelpoto per una cena con la favolosa salsiccia rossa di Castelpoto, quella originale, quella del Consorzio!!
Appuntamento in Piazza Garibaldi a Castelpoto domenica 25 aprile 2010.

Libreria Masone: I Colori del cinema

venerdì 23 aprile 2010
libreria Masone Alisei BN

incontro con 

Il poeta e paesologo Franco Arminio e
il regista Andrea D’ambrosio.

Presso la libreria Masone, venerdì, 23 aprile 2010, ore 20,30, il primo appuntamento dei “Colori del cinema” è con le associazioni Rete Arcobaleno, GAS Arcobaleno (Gruppo d’Acquisto Solidale) e Tandem21/Quinua (Commercio Equo e Solidale)


“I colori del cinema: rassegna della biodiversità e della coesione sociale”
Introduce Gennaro Del Piano – Rete Arcobaleno


“Avamposti civici – la rete dei luoghi promossi dall’associazionismo”
Introduce Enzo Auletta – GAS Arcobaleno


“Di mestiere faccio il paesologo” (2009, 50 min), video documentario di Franco Arminio e Andrea D’Ambrosio
Intervento del regista Andrea D’Ambrosio (suo il documentario “Biutiful cauntri”)


“Appunti di paesologia”
Intervento di Franco Arminio – Comunità provvisoria


“L’ecovinanza in risposta al verticismo culturale”
Intervento di Alessio Masone – Rete Arcobaleno


“I colori del cinema che si proiettano anche nelle coscienze” è una rassegna che coinvolge le associazioni ecosolidali e alcuni operatori culturali, quali testate giornalistiche e librerie del territorio beneventano.


Da aprile a novembre 2010, per 23 eventi, realizzati di venerdì, alle 20,30, a turno, 23 realtà associative e culturali propongono la propria interpretazione della sostenibilità e della promozione sociale tramite la proiezione di un film, di un corto, di un documentario o di foto. Accompagnano le immagini anche alcuni interventi sul tema oggetto della serata.
A seguire, un aperitivo del territorio che consolida l’attitudine aggregativa dell’iniziativa che intende mettere in circuito orizzontale le numerose realtà associative e culturali sannite.

EPT Benevento: Festival del Libro e dell'Informazione Locale

23-25 aprile 2010

Chiostro di San Francesco in Piazza Dogana.

L'Ente Provinciale per il Turismo di Benevento, in collaborazione con
l'Assessorato al Turismo e alla Cultura della Provincia di Benevento


presenta
Festival del Libro e dell'Informazione Locale



Scarica il programma

Slow Food Campania e Luciano Pignataro Wineblog: Il Muffato della casa di Antinori

giovedì 29 aprile 2010 ora: 19.30

Hotel Romeo, Via Cristoforo Colombo, Napoli

Slow Food Campania e Luciano Pignataro Wineblog
presetano

Il Muffato della casa di Antinori



Giovedì 29 aprile alle ore 19,30 la Sala Riservata dell’Hotel Romeo di Napoli sarà protagonista di un evento in collaborazione tra Slow Food Campania e Luciano Pignataro Wineblog: Il Muffato della casa di Antinori, la leggenda dolce.

L’incontro, che prevede la partecipazione dell’enologo Renzo Cotarella e del primo sommelier della Campania 2008 Angelo Di Costanzo, sarà concluso dal responsabile regionale vino Slow Food Campania, Luciano Pignataro.

La verticale porterà alla scoperta delle annate 1988, 1989, 1991, 1993, 1996, 2004 e 2006.

L’ingresso ha una quota di partecipazione di 35 euro (30 per i soci Slow Food, Ais e Fisar).

I posti disponibili sono in totale 40 ed è possibile richiedere la prenotazione inviando una e-mail con nome, cognome, recapito telefonico e indirizzo a info@slowfoodcampania.com o ntalamo@gmail.com.

Nel caso si sia soci di una delle associazioni sopraindicate, per la riduzione è necessario comunicare anche gli estremi della tessera.

Mercoledì Arci: IL PROFETA

mercoledì 21 aprile




Un film di Jacques Audiard. Con Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif, Reda Kateb, Hichem Yacoubi. Jean-Philippe Ricci, Gilles Cohen, Antoine Basler, Leïla Bekhti, Pierre Leccia, Foued Nassah, Jean-Emmanuel Pagni, Frédéric Graziani, Slimane Dazi, Rabah Loucif Titolo originale Un Prophète. Drammatico, durata 150 min. - Francia, Italia 2009. - Bim

Malik El Djebena ha 19 anni quando viene condannato a sei anni di prigione. Entra con poco o nulla, una banconota ripiegata su se stessa e dei vestiti troppo usurati, che a detta delle guardie non vale la pena di conservare. Quando esce ha un impero e tre macchine pronte a scortare i suoi primi passi. In mezzo c’è il carcere, la protezione offertagli da un mafioso corso, l’omicidio come rito d’iniziazione, l’ampliarsi delle conoscenze e dei traffici, le incursioni in permesso fuori dal carcere, dove gli affari prendono velocità.
Ciò avviene all’interno di una prigione, il cinema lo ha già raccontato altrove meglio che qui, per non parlare di come nasce un padrino. Quello che fa Audiard, nel suo film, è prendere il genere per mostrarsi infedele, instaurare con esso un doppio gioco, come fa Malik con il boss corso, stare apparentemente nelle regole ma prendersi la libertà di raccontare anche molto altro.
Malik è uno che apprende in fretta. Impara ad uccidere ma, dallo stesso crimine, impara anche che nel carcere c’è una scuola dove possono insegnargli a leggere e a scrivere. Dalla scuola apprende un metodo, grazie al quale impara da autodidatta il dialetto franco-italiano della Corsica: di fatto si procura un’arma, che obbliga il capo a tener conto di lui. Dagli arabi impara a capire cosa vogliono, dai Marsigliesi impara a trattare, da un amico, forse, imparerà a voler bene.
I compagni di galera prendono a definirlo un profeta, perché lui è quello che parla, con gli uni e con gli altri, quello che porta i messaggi dentro e fuori, che conosce la gente che può far comodo negli affari. Egli fa grandi cose, insomma; la sua via è tracciata come quella di chi ha una missione.
Ancora una storia che ruota nell’universo tanto umano quanto traditore della comunicazione, dunque, dopo quella in cui Vincent Cassel leggeva dalle labbra e quella in cui Romain Duris si affidava alle note. Qui le lingue sono almeno tre, ma è quella silenziosa del sangue che sigla gli accordi, e il potere, in questo codice, è inversamente proporzionale al numero di parole che richiede.
La critica di Audiard alla mala educazione del sistema carcerario è evidente, talvolta aspra, talvolta sarcastica (le uscite per “buona condotta”), ma non è tramite la parola che si esprime: la sua lingua è quella della regia, di cui è interprete sicuro e abile. Quello che propone allo spettatore, qui come in tutte le sue opere, è l’immersione completa nel mondo che racconta, la sospensione del pre-giudizio, lo spettacolo della complessità di un personaggio maschile. La pretesa questa volta, però, va oltre l’offerta: nonostante l’ottimo Tahar Rahim, protagonista, Un prophète si dilata oltremodo, prova qualche artificio ma non fino in fondo, sfiora emozioni interessanti che abbandona troppo in fretta, si lascia imprigionare dalla materia che vorrebbe liberare. Un film più maturo dei precedenti, ma meno comunicativo.

Lerka Minerka: Parco Nazionale della Maiella

Sabato 17 / Domenica 18 Aprile 2010
Parco Nazionale della Maiella


Sab 17 - Escursione Storica - Naturalistica
Eremo di Santo Spirito e San Bartolomeo (Roccamorice)


Dom 18 Escursione Geo-Naturalistica
"Valle dell'Orfento" (Caramanico Terme)
Tm 5/6 h (comprese le soste) - Diff. E


Appuntamento sab 17:
Bar Gavio - San Giorgio del Sannio ore 7.00
Bivio Venafro - Isernia (Ponte Volturno) ore 8.30
Piazza Caramanico Terme ore 10.30


Note:
Pranzo a sacco;
Cena addò capita;
Pernottamento e prima colazione in ostello o B/B;
Scarpe comode per camminare.




http://www.lerkaminerka.com/forumsave/topic.asp?TOPIC_ID=723

Art’Ap in Jazz: Aperitivo musicale con Giuseppe Timbro e Vincenzo Saetta

17 aprile 2010,
libreria Masone Alisei

Art’Ap in Jazz.

Aperitivo musicale con Giuseppe Timbro (contrabbasso) e Vincenzo Saetta (sax contralto), sabato, 17 aprile 2010, ore 12, presso la libreria Masone Alisei.


Art’Empori (la comunità dell’arte biodiversa) e Bmagazine promuovono un Art’Ap in Jazz, aperitivo musicale bio ed equo, con Giuseppe Timbro (contrabbasso) e Vincenzo Saetta (sax contralto), che si svolgerà sabato, 17 aprile 2010, ore 12, presso la libreria Masone Alisei di Benevento.


L’evento consolida la consuetudine di aperitivi musicali sostenibili che, curati da Saverio Martucci e Giacinto Iannace, impegnano, di sabato mattina, lo spazio della libreria Masone Alisei.


Gli Art’Ap intendono agevolare una biodiversità culturale e alimentare, grazie alla collaborazione di artisti locali e alla fruizione di prodotti di filiera corta proposti dal GAS Arcobaleno (Gruppo d’acquisto Solidale) e di prodotti del commercio equo e solidale proposti da Tandem21 e dalla Rete Arcobaleno.

CAI: "Il Cammino dell'angelo"

dal 23 aprile al 2 maggio 2010

CAI Benevento



IL CAMMINO DELL’ARCANGELO II° edizione
A piedi da Benevento a Monte Sant’angelo

Dopo il successo dell'anno scorso con 111 partecipanti provenienti da tuttele regioni italiane e con qualche rappresentanza estera, anche quest'anno il CAI di Benevento è pronto per la settimana Micaelica.


Dal 24 aprile al 2 maggio quindi di nuovo in cammino da Benevento alla grotta dell'ArcangeloMichele sul Gargano. Un viaggio a piedi, organizzato in nove tappe, attraverso il Sannio, l'Irpinia e la Daunia.



PROGRAMMA 23 Aprile Benevento 2010

Raduno dei pellegrini, presentazione del programma.
Spettacolo d’accoglienza ore 20.00

24 Aprile
Benevento – Pietrelcina
Si parte da Benevento verso il paese natio di P.Pio

25 Aprile
Pietrelcina – Buonalbergo
attraverso i luoghi sacri di Padre Pio

26 Aprile
Buonalbergo - Ariano Irpino
Con Diomede verso l’Irpinia e la Daunia

27 Aprile
Ariano Irpino - Troia
Spettacolare incontro con l’oriente,

28 Aprile
Troia - Lucera
Il tavoliere e le cattedrali

29 Aprile
Lucera - San Severo
La “meseta” pugliese

30 Aprile
San Severo – Stignano
Verso il promontorio

1 maggio
Stignano - San Giovanni Rotondo
Dall’abbazia alla Casa sollievo della sofferenza

2 maggio
San Giovanni Rotondo - Monte Sant’Angelo
Finalmente al “Monte” la bianca pietra e la grotta


Per informazioni info@camminodellarcangelo.it

Mercoledì Arci: CRAZY HEARTH

mercoledi 14 aprile


Un film di Scott Cooper. Con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Robert Duvall, Ryan Bingham, Rick Dial. Debrianna Mansini, Jerry Handy, Ryil Adamson, J. Michael Oliva, David Manzanares, Chad Brummett, Tom Bower, Beth Grant, Annie Corley, James Keane, Anna Felix, Paul Herman Drammatico, durata 112 min. - USA 2009. - 20th Century Fox



Ne ha viste di cose nella sua vita Bad Blake, cantante country dal passato illustre e il presente affumicato da sigarette e annegato negli alcolici scadenti dei locali di provincia dove si esibisce per pochi spiccioli. Ha visto 4 matrimoni, un pupillo che suonava nella sua band e ora è ricco e famoso ma al quale non intende aprire i concerti, infiniti paesaggi delle praterie texane e un numero impressionante di motel. A 56 anni suonatissimi la sua vita potrebbe finire da un momento all'altro, se non lo stronca prima la salute saranno i debiti, e a lui del resto non sembra importare molto. Almeno finchè non incontra Jean e Buddy.
Il country è una musica fatta da pochi accordi che si ripetono, nella quale non conta molto l'originalità dell'armonia quanto le parole e l'interpretazione. Come per i bluesman, un buon cantante country ha vissuto e quella vita finisce nelle canzoni. Non siamo quindi lontani da un certo modo di fare cinema ad Hollywood, dove su schemi e dinamiche che si ripetono uguali a se stessi di film in film spesso si innestano interpretazioni o variazioni in grado di fare la differenza. Così è anche per Crazy heart, modellato sul tipico racconto di caduta e ascesa in accordo al mito della seconda occasione (come avevamo già visto recentemente in The Wrestler), che pur non variando molto da quello che ci si aspetta sa incastrare il racconto di un uomo votato all'autodistruzione in un discorso più grande sulla cultura popolare americana vista attraverso la sua musica. E lo fa attraverso l'impegno e la dedizione al lavoro di un Jeff Bridges bravissimo, come sempre è, ma stavolta più in evidenza del solito.
Vedere un film del genere senza conoscere la cultura country, senza comprendere le parole delle canzoni cantate e con un doppiaggio che annulla tutto il lavoro di cesello fatto sulle inflessioni dialettali è una vera violenza nei confronti di un'opera che su questo punta per dare autenticità alla parabola di uno sfasciato tutto americano, un cantante "che fu grande" e che ora va avanti a sigarette e alcohol. Se infatti Bridges ha una faccia convincente e autentica per il proprio personaggio, intorno a sè ha un cast di attori di primo piano, facce pulite da Hollywood che stonano addosso a personaggi volgari di provincia e che non aiutano a sporcare di autentica polvere desertica questa storia scaldacuore.

CAI: "Isola di Capri"

Domenica 11 aprile 2010

CLUB ALPINO ITALIANO
Sezione di Benevento Insieme ai Gruppi Fratres

Isola di Capri:Belvedere di Migliara e Sentiero dei Fortini


Difficoltà : T (percorso turistico)
Lunghezza complessiva: circa 8 km.
Dislivello: 320 m circa
Durata: 4 – 5 ore.


Appuntamenti
ore 06.30 Appuntamento a Piazza Risorgimento e partenza con pullman per Napoli.
ore 08.35 Partenza dal Molo Beverello con aliscafo.
ore 09.15 Arrivo a Capri a Marina Grande.
ore 19.50 Rientro a Napoli con nave veloce.
ore 20.50 Arrivo a Napoli a Calata “Porta di Massa”.
ore 23.00 Rientro a Benevento


PER INFORMAZIONI E ADESIONI
Domenico 338.8974162 Tonino 340.4126463 Maria Pia 329.5431307


IL PERCORSO
Sbarcati a Marina Grande si sale a Capri con la Funicolare e si prosegue con i Bus di linea per Anacapri.
L’escursione inizia a Piazza Vittoria di Anacapri ( m. 282 slm), si percorre la strada della Migliara fino al Belvedere, si prosegue per la torre della Guardia e da qui si scende verso Cala del Tombosiello e si raggiunge il primo dei fortini, quello del Pino. Il sentiero prosegue in direzione Nord verso Punta dell’Arcera passando per Cala di Mezzo, il fortino di Mesola a Punta Campetiello, il fortino di Orrico e termina, dopo aver raggiunto Punta dell’Arcera, sopra la Grotta Azzurra.


Dalla Grotta Azzurra è possibile ritornare a piedi ad Anacapri salendo per la strada della Grotta Azzurra, via Lo Pozzo, via Cave, via Boffe, via G. Orlandi fino a Piazza Vittoria per poi proseguire per Capri con i Bus.


In alternativa, si può risaliere dalla Grotta Azzurra ad Anacapri con i Bus di linea e a Piazza Vittoria cambiare Bus per scendere a Capri.

Lerkaminerka: "Velia" - "Punta Licosa"

domenica 11 Aprile 2010




Escursione Geo-Archeologica "Velia"
Escursione Geo-Eno-Naturalistica "Punta Licosa"


Appuntamento:
Bar Gavio - San Giorgio del Sannio ore 7.15
Autogrill Salerno - Autostrada Sa-Rc ore 8.30
Entrata Area Archeologica di Velia ore 9.30




per informazioni:

www.lerkaminerka.com

Zio Bacco 3478896433 - ziobacco@lerkaminerka.com
Giulio 3476514630 - giulio@lerkaminerka.com
Dario 3477152462 - nardar@lerkaminerka.com
Nicola 3293712682 - nicola@lerkaminerka.com

Art'Ap in Jazz: Saverio Martucci e Nicola Scagliozzi

sabato, 10 aprile 2010, ore 12
libreria Masone Alisei

Art'Ap in Jazz. Aperitivo musicale con 
Saverio Martucci (piano) e Nicola Scagliozzi (contrabbasso)


Art'Empori (la comunità dell'arte biodiversa) e Bmagazine promuovono un Art'Ap in Jazz, aperitivo musicale bio ed equo, con Saverio Martucci (piano) e Nicola Scagliozzi (contrabbasso), che si svolgerà sabato, 10 aprile 2010, ore 12, presso la libreria Masone Alisei di Benevento.

Saverio Martucci (1984), giovane talento beneventano, cantautore, pianista e polistrumentista, è diplomando in Pianoforte Jazz. E' in uscita l'album, dai suoi brani, prodotto dalla Mani Music.

L'evento inaugura una consuetudine di aperitivi musicali sostenibili che, curati da Saverio Martucci e Giacinto Iannace, impegneranno, il venerdì sera e il sabato mattina, lo spazio della libreria Masone Alisei per agevolare una biodiversità culturale e alimentare, grazie alla collaborazione di artisti locali e alla fruizione di prodotti di filiera corta proposti dal GAS Arcobaleno (Gruppo d'acquisto Solidale) e di prodotti del commercio equo e solidale proposti da Tandem21 e dalla Rete Arcobaleno.

Mercoledì Arci: REVANCHE - TI UCCIDERO'

mercoledì 7  aprile



Un film di Götz Spielmann. Con Johannes Krisch, Ursula Strauss, Andreas Lust, Irina Potapenko, Johannes Thanheiser. Hanno Poschl, Magdalena Kropiunig, Toni Slama, Elisabetha Pejcinoska, Aniko Bärkanyi, Annamaria Haytö, Nicoletta Prokes, Rainer Gradischnig, Haris Bilajbegovic, Aleksander Reljic-Bohigas Titolo originale Revanche. Thriller, durata 121 min. - Austria 2008. - Fandango

In città o si diventa arroganti o farabutti: con queste parole viene descritto Alex a pochi minuti dall'inizio il quale, occorre dirlo, di certo stando a Vienna non è diventato arrogante. Uscito di galera qualche tempo prima dell'inizio del racconto, ora fa l'autista per il padrone di un bordello e ha commesso il terribile errore di innamorarsi, ricambiato, della prostituta più richiesta. Insieme meditano la fuga per la quale gli occorrono però parecchi soldi, lei infatti è seriamente indebitata. C'è solo un modo per Alex di procurarsi quella cifra e in fretta: una rapina ben fatta. Purtroppo un piccolo ingranaggio del meccanismo non va per il verso giusto influendo sulla fuga dei due amanti dalla città e dando alla storia una seconda parte radicalmente diversa. Nel passaggio da città a campagna (dove il dolore si rimugina tagliando la legna e ha la forma della gigantesca catasta di ciocchi che ne risulta), il silenzio della seconda si contrappone al caos della prima e il noir diventa una dramma a due: la lentissima caccia che l'autoproclamato giustiziere dà al colpevole, suo ignaro vicino di cascina.
Prostitute, malviventi e poliziotti in cerca di redenzione. Non occorre essere americani per girare degli ottimi noir e non occorre copiarli per riuscire a farlo in Europa. Revanche è al tempo stesso un poliziesco classico, in cui si racconta di malviventi e prostitute in fuga da una vita in cui è impossibile amare grazie ad un ultimo crimine, e un film di vendetta che inizia là dove il poliziesco solitamente termina. Il regista Götz Spielmann (poco noto da noi ma pieno di premi sui suoi scaffali) non si diverte per nulla a mettere nelle mani di un uomo violento e già condannato la possibilità di farsi giustizia da solo senza che nessuno lo scopra, anzi in ogni momento è attento a mettere in evidenza le contraddizioni insite in un simile atto viscerale con il timore di chi crede che in ogni uomo (compreso se stesso) ci sia un potenziale assassino.
Non si fanno sconti a nessuno, i protagonisti hanno tutti uno o più peccati da confessare e sulla necessità della loro espiazione si fonda il senso stesso del racconto. L'unica etica che fa capolino (ognuno vedrà poi se concordare con essa o meno) è quella dei molti simboli cristiani che incombono sui peccati cittadini da scontare in campagna e delle bibliche opposizioni logiche (peccato/pena, colpevole/giustiziere, città/campagna, nascita/morte e via dicendo).
Revanche è un film che indaga il senso della vendetta e la responsabilità delle nostre azioni utilizzando personaggi e situazioni estreme, un'opera in grado di sorprendere in ogni momento contando su una quantità impressionante di colpi di scena, ognuno dei quali ha ragione d'esistere per come mescola nuovamente le carte smontando le certezze dello spettatore al quale, al pari del protagonista, non resta che chiedersi quale sia il fine ultimo delle nostre azioni e fino a dove arrivi la nostra responsabilità su di esse.

MAMA'S: ITALIA WAVE - Selezioni regionali

Govedi' 8 aprile
MAMA's
Selezioni regionali  ITALIA WAVE
Anche quest'anno il Mama’s è stato scelto per disputare le selezioni ufficiali regionali della più grande manifestazione per band emergenti d’Italia: ITALIA WAVE (ex ArezzoWave). Stasera le semifinali regionali. In concorso:


 
1) Play Mobil from Cernobil
2) Il Nero ti Dona
3) Cybersadic
4) Collettivo SkakkoMatto
5) Funky Lab
6) Appesi a un Filo