C.F.S.? (Cosa facciamo stasera): TEATROSTUDIO: IL MULINO DEI PAZZI

TEATROSTUDIO: IL MULINO DEI PAZZI

10-11-12-15-16-17 giugno 2010 ore 19.00 e 21.00

TEATROSTUDIO
SCUOLA DI TEATRO DELLA CITTA' DI BENEVENTO

presenta

IL MULINO DEI PAZZI
- MULINO PACIFICO Benevento -


Con Lucia Caporaso - Rosita Catillo - Serena De Rienzo - Enzo Fallarino - Noemi Francesca - Claudia Maio - Carlo Oropallo - Nietta Nives Panella - Cosimo Ricciolino - Vincenzo Romano - Chiara Saccone - Irene Scocca e con Leopoldo Maio


Aiuto regia Luigi Di Donato - Direzione di scena Paola Fetto
Ufficio stampa Lella Preziosi – Organizzazione Tonino Intorcia, Tecla Iervoglini
Segreteria Vera Di Dio – Foto Vincenzo Fucci – Video Antonio Messina
Regia
Michelangelo Fetto


L'INGRESSO SARA' CONSENTITO SOLO SU PRENOTAZIONE BIGLIETTO D'INGRESSO €. 4,00


Ci fu un giorno in cui un medico coraggioso fece capire al paese intero che la malattia mentale era curabile e che il sistema sanitario in merito aveva adottato una metodologia completamente sbagliata.
Fino ad allora la cura riservata ai cosiddetti malati di mente era qualcosa che poco differiva dal sistema carcerario italiano e che comunque portava allo stesso risultato: la morte civile. Il sistema supportato dalla comunità scientifica nazionale trovava più semplice considerare il malato un individuo da sedare, trattare con l’elettroshock, all’occorrenza malmenare ed isolare dal resto della società civile perché inadatto a farne parte, addirittura pericoloso secondo la teoria del cesto e della mela marcia che potrebbe contaminare le altre.
Nacque dunque la legge 180 il cui spirito era quello di porsi in ascolto del malato, cercare di intercettare le sue frequenze di trasmissione, recuperare il rapporto con le famiglie, di tirar fuori il male oscuro attraverso pratiche inusuali come per esempio quelle artistiche: teatro, pittura, musica.
I risultati? Eccezionali, e per due ordini di motivi: il primo consiste nell’enorme numero di esseri viventi strappati all’oblio e recuperati ad un’esistenza vera (sono migliaia le testimonianze), il secondo sta nella chiusura dei lager (manicomi) che si distinguevano dai campi di sterminio per l’assenza delle camere a gas… eh sì, perché per il resto, e cioè per la sporcizia, i modi di trattamento, l’esiguità e la pessima qualità del vitto, la pratica della tortura (malati legati al letto per mesi interi a dimenarsi nelle proprie feci e martoriati dalle piaghe da decubito), comportamenti dei carcerieri (medici ed infermieri), era veramente difficile notare le differenze.
Ed oggi? La cronaca di tutti i giorni ci dice che, fra le altre, anche la legge 180 non è granché rispettata ed i manicomi esistono ancora.
Una cortina di silenzio è l’ultima cosa che serve in casi come questi, in una situazione sociale che a causa del moltiplicarsi delle nevrosi imposte dalla modernità vede il moltiplicarsi dei disturbi di mente magari in forme anche più subdole del passato... pensate ad esempio alle vittime della depressione che insorge nei milioni di persone che ogni anno restano senza lavoro: pensate che in molti casi la depressione è solo il prologo di una grave atto (estremo) come il suicidio.
Troviamo di fondamentale importanza far conoscere queste tematiche ai nostri ragazzi ed esprimere un’opinione attraverso quel meraviglioso atto di libertà che è uno spettacolo teatrale.
Ci piace concludere citando quel grande artista che fu Giorgio Gaber:

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche avere un’opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione