C.F.S.? (Cosa facciamo stasera): Luidig: IL POSTO IN CUI TORNARE

Luidig: IL POSTO IN CUI TORNARE

sabato 16 ottobre · 18.00 - 20.00

Luidig Libreria

il posto in cui tornare
presenta

IL POSTO IN CUI TORNARE
di e con ALESSANDRO INTONTI

Modera ALESSANDRO ALBANO - dottore di Ricerca in Demografia presso la Facoltà di Lettere, Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"

Il posto in cui tornare: Il posto dove tutti vorrebbero vivere, con la consapevolezza di poterlo lasciare.

“Un po’ tutti quanti hanno un posto. Un posto in cui andare, quando si vuol stare in compagnia di sé stessi. Molto più spesso, un posto a cui tornare.
Per Anna, ad esempio, quel posto era la terrazza della muraglia, nel borgo antico di Bari. Uno slargo che si apre improvvisamente nella camminata in salita sulle mura medievali fortificate, che permette di abbracciare in un solo sguardo la città intera e il mare a perdita d’occhio verso levante. Si sedeva sul muretto alto e profondo, rannicchiando le gambe tra le braccia. Socchiudeva gli occhi e si voltava verso il sole, con una specie di lieve sorriso appagato sulle labbra. Il posto di Matteo, invece, era laddove c’era la casa di campagna che un tempo era stata della sua famiglia, non lontano dalla Valle d’Itria. Guidava per una mezz’oretta in silenzio verso l’interno, in collina, fra trulli e masserie. Poi, a piedi, si inoltrava nel terreno soffice e umido, tra gli alberi di mandorlo e i ciliegi e restava nascosto a guardare quella casa, ormai abitata da persone sconosciute. Immaginava, come per una magica opportunità, di averne ancora le chiavi in tasca e di potervi entrare ad assaporare gli odori e le atmosfere della sua infanzia.
Marco, poi, preferiva fare un po’ di strada in più per andarsi a perdere nel dedalo dei vicoli dei Sassi di Matera. Scendeva a passi lenti nella gravina, confondendosi tra i turisti giapponesi e americani, si fermava a curiosare nelle botteghe di artigianato, per poi andarsi a rifugiare nella sua tisaneria preferita, a sperimentare qualche nuovo tipo di infuso.
Il posto di Laura non era un posto. Il posto di Laura era Cristina, sua sorella. Per forza di cose, ed anche per una certa riluttanza a legarsi ai luoghi fisici, quando Laura aveva bisogno di starsene da sola, cercava Cristina. L’una raggiungeva l’altra e passavano intere ore a parlare di qualunque cosa passasse loro per la mente, in un flusso interlocutorio ininterrotto che era più che altro un vero e proprio dialogo interiore con loro stesse. Perché in fondo, in quei momenti, sedute sul divano in pigiama a gambe incrociate, senza trucco e mangiando salatini, Laura e Cristina erano la stessa persona.”

Libreria Luidig, palazzo Collenea, corso Garibaldi 95, Benevento